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Quanto mi costa la cucina?

26/10/2016

è molto difficile valutare il prezzo dei componenti di arredamento. Materiali, design, marche, moda sono tutti elementi che a vario titolo concorrono al prezzo, alcuni di questi elementi sono legati al gusto personale e quindi difficili da misurare, tuttavia, con un po’ di pazienza qualche dato oggettivo con cui fare una scelta ragionata lo possiamo raccogliere.

 

La cucina tra i vari componenti dell’arredamento della casa è spesso il più utilizzato ed in genere il più costoso.  Con questo articolo vorrei dare qualche strumento in più per orientarsi nel momento in cui si decide di acquistare la cucina; un piccolo aiuto per un acquisto consapevole.

 

una cucina lineare come quella che vedete sotto si può trovare sul mercato da 5.300 € (prendendo un prodotto dal buon rapporto qualità/prezzo) fino  11.500 € e oltre con tutte le possibili varianti di prezzo intermedie.

 

Vediamo come è fatta questa composizione:

il sistema di apertura dell’anta è con gola (=profilo distanziale che consente di aprire l’anta su tutta la lunghezza senza la necessità di usare maniglie o meccanismi push&pull, la gola viene messa orizzontalmente sotto il top e  tra i cassetti e verticalmente tra le colonne), le basi sono ad altezza e profondità standard (h.75 circa + lo zoccolo e prof. 60 cm.) i pensili sono alti 60 cm e profondi 35 cm. Lo zoccolo è da 15 cm.

 

Partendo da sinistra abbiamo:

  • base con due cassetti ed un cesto
  • base lavello ad un’anta
  • anta lavastoviglie
  • base sotto i fuochi con un’anta
  • base da 45 cm con un’anta
  • colonna forno con due cassetti ed un cesto
  • colonna frigo congelatore
  • I pensili seguono le basi: sopra il lavello c'è lo scolapiatti con luce led sotto-pensile, sopra i fuochi la cappa a scomparsa totale

 

CUCINA CAMPIONE

cucina campione

Cominciamo dicendo  che il prezzo della cucina lo possiamo dividere in tre parti:

  • mobili
  • piano di lavoro
  • elettrodomestici

Ognuna di queste voci andrebbe affrontata individualmente, nella tabella che segue ho scorporato il prezzo della nostra cucina campione nelle tre categorie:

 

Una cucina lineare come questa può costare, di soli mobili, da un minimo di 3500€ salendo via via fino a 10.000 e passa.

 

Il pacchetto elettrodomestici (forno-frigo-piano cottura-lavastoviglie-cappa-lavello-miscelatore)per la stessa cucina può andare da 1500€ salendo fino a 5-6000€ ed oltre, ma qui intervengono pesantemente tecnologia, affidabilità, marchi e design e quindi meritano un discorso a parte.

 

Il piano di lavoro considerato è un laminato di buona qualità e nel preventivo incide per  300€, ma anche qui scegliendo materiali tecnici come corian, vetro, acciaio, dekton… il prezzo sale fino a 2000€ e  più, quindi anche qui le considerazioni da fare sono molte e specifiche

 

E’ quindi chiaro che queste tre variabili, tra loro indipendenti, possono cambiare moltissimo il prezzo della medesima composizione.

In questo articolo ho deciso di parlare dei soli mobili, mentre affronterò i prezzi e le considerazioni per piani di lavoro ed elettrodomestici nei prossimi articoli.

 

Il primo passo da fare, una volta fissato il proprio tetto di spesa, è capire che tipo di cucina si vuole acquistare:

  • Quali sono le caratteristiche irrinunciabili?
  • Quali gli aspetti su cui si è disposti a spendere di più?
  • Cosa ci interessa meno?
  • Quanto sono importanti esteica e design?
  • Quanto intensamente e come si userà la cucina?
  • Quanto è importante che lo spazio sia funzionale?
  • Di quanto contenitore si pensa di aver bisogno?

Avere chiare in mente le nostre priorità ci aiuterà ad orientare meglio la nostra spesa.

 

Torniamo alla cucina campione e all'oggetto di questo articolo,vediamo di capire qualcosa sui prezzi dei mobili utilizzati per comporla.

Ho calcolato il preventivo sulla stessa cucina campione dell’immagine sopra riportata  utilizzando un listino in fascia media ed un listino in fascia medio-alta.

Ho volutamente  tralasciato i prodotti in fascia molto economica, per intenderci quello offerto dalla grande distribuzione, poiché a mio parere il livello qualitativo è talmente basso da non poter essere preso in considerazione, per la stessa ragione, ho evitato i marchi top di gamma che rappresentano un mondo a parte, un livello superiore che non può essere paragonato al resto e dove ha poco senso fare un’analisi del prezzo come stiamo facendo qui.

 

Con fascia media intendiamo un prodotto qualitativamente superiore a ciò che si trova nella grande  distribuzione: truciolare che non si sbriciola sotto le viti, rivestimenti dell’anta fatti per durare bene e resistere all’usura, insomma mobili che si possono montare-smontare-rimontare senza restare con i pezzi rotti in mano

Nella fascia medio-alta oltre alla qualità del truciolare e del rivestimento si aggiungono parecchi altri fattori, che esamineremo, e che fanno della medesima cucina un prodotto di maggiore qualità e dal design più accattivante.

 

Ricordo che la  mia valutazione è fatta solo ed esclusivamente sui mobili ovvero basi,  pensili e colonne completi di ante, escludendo sia il piano di lavoro che gli elettrodomestici.

 

Facciamo allora questo paragone tra azienda della fascia media e quella della fascia medio alta prendendo le finiture di anta più diffuse: laminato, laccato opaco, laccato lucido, impiallacciato, vetro.

Devo precisare che quella che impropriamente viene chiamata laminato* è in realtà un’anta in nobilitato (= truciolare rivestito di carta melaminica, vedi mio articolo sui materiali QUI).

 

Come si vede  nella tabella qui sotto ci sono più di 2000 euro di differenza per lo stesso tipo di cucina e lo stesso tipo di anta tra l’azienda economica e quella più costosa. Più del 50% in più!

nota: non posso fare il paragone sull’anta in acciaio inox perché questa è proposta solo nella fascia medio-alta, a titolo informativo siamo a 17000 euro.
 

Dove sono le differenze? Cosa ci dà la cucina in fascia medio-alta  che l’altra invece non dà:

modularità più ampia: maggiori possibilità compositive, se   il design è importante l’ampia modularità è un aspetto che ci interessa. Maggiore adattabilità di misure riducendo i  costosi “fuori misura”

fissaggi anti ribaltamento per le basi, sembra una banalità ma in pochi lo fanno ed è un aspetto che, per certe composizioni (quelle senza colonne ad esempio), è importante

rinforzi sotto top: anche questo è un dettaglio tecnico che conferisce maggiore solidità alla cucina e semplifica le operazioni di montaggio

vuoto sanitario  pensato per tutti i tipi di presa, anche tedesca ( il vuoto sanitario è un’ intercapedine posta dietro la cucina, tra basi e muro, che serve a far passare i tubi di acqua e gas e gli eventuali cavi di alimentazione degli elettrodomestici) . Il montaggio risulterà più veloce e semplice così come l’eventuale sostituzione di un elettrodomestico magari a distanza di anni.

pensili con ripiani lunghi rinforzati in modo che non si imbarchino sotto il peso delle stoviglie. Questo è un dettaglio fondamentale, soprattutto se si scelgono pensili lunghi (90-120 ). Pochi offrono questo ‘plus’ molto importante.

bordi che non si scollano: quando si va sui laminati, le ante vicine a piano cottura, forno e lavastoviglie vengono esposte a temperature elevate, se i bordi non sono fatti bene con il tempo si scollano lasciando vedere il truciolare

bordi invisibili: nei laminati il punto di incollaggio tra bordo e anta a volte è molto visibile (riga nera), le aziende in fascia medio-alta in genere usano sistemi di incollaggio che rendono il bordo quasi invisibile, e questo è un dettaglio estetico che rende la cucina più elegante e bella da vedere

ampia scelta di colori e finiture (30 e più contro i soliti 4 o 5)  

abbinamenti tra anta-zoccolo ed eventuale gola con il colore dell’anta (nelle versioni in fascia media  la gola ha 1 o al massimo 2  finiture)

altezze diverse per lo zoccolo: 6-8-10-12-15 cm...ecc contro 12 e 15 nelle fascia media

ferramenta interna più solida e duratura, quindi ante che tengono meglio le registrazioni

cassetti e cestoni più pratici che si sganciano e riposizionano facilmente (estrarli per pulire e riposizionarli sarà semplicissimo)

più regolazioni possibili per cassetti e cestoni (quindi allineamento più preciso)

laccatura perfetta, liscia sull’opaco e uniforme sul lucido (senza quelle orribili onde da ‘vecchio specchio’), il laccato è delicato e col tempo tende a calare. Più la cucina è di qualità e maggiore sarà la tenuta della laccatura.

ultima ma estremamente importante: facilità di montaggio. La cucina qualcuno poi deve  montarla: una coppia di montatori può metterci 8 ore oppure 16 (per la stessa identica composizione), in genere meno costano i mobili e più tempo ci vuole a montarli.

 

Viste a catalogo le due cucine sono probabilmente molto simili, ma le differenze ci sono, sono molte e risiedono quasi tutte dietro l’anta, quindi dietro a ciò che si è abituati a guardare quando si va a scegliere la propria cucina.

 

Va aggiunto che alcuni marchi un po' più famosi che investono molto in pubblicità possono dare lo stesso prodotto ad un prezzo un  po' più caro di un concorrente di pari livello: ad esempio paragonando due cucine di pari livello qualitativo noto che l'azienda “un po' più famosa” costa tra il 7 ed il 10% in più della concorrente “meno famosa”, e in qualche caso la meno famosa per meno soldi offre anche qualche cosa in più (in termini di qualità o di soluzioni compositive e tecniche).

 

Fatto il paragone tra prodotti di diverse aziende per capire dove stanno le differenze in termini di qualità del prodotto, proviamo ad affrontare l’aspetto estetico (finitura dell’anta e tipo di maniglia, profilo o gola).

Consideriamo che all’interno della stessa azienda, ciò che sta dietro l’anta (quindi le basi, le colonne, i pensili, tutta la ferrament,  gli accessori interni ecc…)  è uguale per tutti i tipi di finitura di anta, perciò la cucina in laminato e quella in vetro, all’interno della stessa azienda, non differiscono per qualità o solidità ma solo ed unicamente per il tipo di anta che si sceglie.

 

Scegliendo finiture più costose e quindi  laccati opachi, opachi seta, lucidi,  vetro... i prezzi ovviamente salgono e anche parecchio. Inoltre, anche la scelta della maniglia o della gola influisce sul prezzo (la gola costa di più e se laccata ancora di più!).

 

In genere le fasce di prezzo sono una decina, a seconda di quanti tipi di finiture e ante l’azienda offre. Riguardando  la tabella dei prezzi più sopra si vede  che tra il primo prezzo (laminato) e l’ultimo (vetro) in entrambi i marchi (economico/costoso) l’incremento è del 60% circa.

Questo ha una sua giustificazione perché i materiali e le loro lavorazioni  hanno costi molto diversi e rese anche molto diverse.

Nella scelta qui entrano i gusti personali, la praticità (es. facilità di pulizia: l’anta senza maniglia è sicuramente più comoda da pulire), la durevolezza (alcune soluzioni sono più delicate di altre) gli aspetti da considerare sono veramente molti e solo un venditore serio ed esperto è in grado d’illustrarli e valutarli assieme a voi.

 

Ora abbiamo un’idea di come funzionano i prezzi e di come possono variare i preventivi a seconda di cosa si sceglie.

 

Ricordo che tutti i prezzi riportati in questo articolo  sono di listino e comprensivi di IVA, L’eventuale sconto di cui il cliente potrà  beneficiare non  è ovviamente un dato oggettivo ma relativo  alla singola trattativa e non può essere preso in considerazione in questa sede.

 

Finisco con una interessante scoperta che ho fatto proprio nell’accingermi a scrivere questo articolo:

sono andata a vedere alcune delle catene di distribuzione di mobili, ho preso una cucina composta e prezzata ed ho provato a fare un preventivo con i miei listini di fascia media.

Ebbene, con mia grande sorpresa ho scoperto che i prezzi non erano affatto distanti (meno del 5%), ma con un prodotto ben superiore in termini di qualità e solidità!

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